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Jin Tao

Aspetti Filosofico-Religiosi del Taiji Quan

Al primo imperatore leggendario della Cina, Fu Hsi, che si ritiene abbia governato nel 2800 a.C., è accreditata la formulazione dei concetti di Yin e Yang, e i fondamenti dell’Yi-Ching, i libro dei cambiamenti, un testo scaturito dall’antico metodo di divinazione. Si ritiene che sia stato però durante la dinastia Han che i concetti di Yin-Yang furono sviluppati per interpretare l’Yi-Ching. L’Yi-Ching non è un testo religioso ma piuttosto una descrizione della natura utilizzando dei simboli lineari, gli otto trigrammi, analizzando ogni fenomeno in sei stadi, utilizzando come base i simboli Yin-Yang che rappresentano il processo di trasformazione.

I concetti di Yin-Yang, la teoria dei cinque elementi e l’idea di Qi compaiono anche nel massimo trattato di medicina cinese il Nei Jing Su Wen, o il libro di medicina interna dell’imperatore giallo, il leggendario Huang Ti. Questo indica l’interazione di tutti questi principi e le idee che concorrono a porre le basi su cui è costruito il Taiji Quan. Allo stesso modo compaiono anche il Confucianesimo che pone l’accento sulla moderazione e sulla giusta misura, la filosofia dell’aureo mezzo, e il Taoismo che indica la via da seguire nell’accompagnare il ritmo naturale del continuo cambiamento.

Secondo la filosofia cinese, all’origine era il Wu-Chi, il Vuoto, da cui fu formato l’universo, che ebbe inizio con l’intenzione, Tai-Chi (principio supremo), l’inizio del movimento e dell’essere, sorgente dei due opposti complementari che tutto compongono e creano, lo Yin e lo Yang, il polo negativo e quello positivo. Tra questi intercorre una relazione fondata sull’opposizione, ma inseparabile e armoniosa, così sono Yin la notte e Yang il giorno, che si alternano senza poter privarsi l’uno dell’altro.

Le caratteristiche di Yang sono calore, movimento e forza centrifuga, mentre freddo, immobilità e forza centripeta sono caratteristiche dello Yin. Il comprendere l’alternarsi necessario renderà concepibili i cicli dell’universo fino ai singoli avvenimenti dell’esistenza: così la mentalità popolare segnata dall’alternarsi stagionale meglio si adeguava ai cambiamenti di quanto faccia oggi il frenetico cittadino. E’ in questa chiave che si deve interpretare l’atteggiamento del Taji Quan che afferma come si debba essere disposti a perdere per riuscire a vincere, e a retrocedere per avanzare. Questi concetti si rendono graficamente con il diagramma Fu Sze Tai-Chi, il diagramma dell’universo naturale:

 

E’ da notare come la linea che divide i due campi -detti per la loro forma “i due pesci Yin e Yang”- sia curva e non retta: ciò indica la dinamicità, il perpetuo moto circolare, in senso orario; dunque non in condizione statica, ma un oggetto in movimento come una sfera che ruota. E’ questo il principio dell’energia interna detta Chan-Ssu-Chin: così come una ruota che gira velocemente lancia lontano da sé ogni oggetto che viene a contatto, così un esperto di Taiji può respingere chi lo attacca. I punti di colore opposto contenuti nei campi rappresentano l’interrelazione dei due principi, così come per esempio nell’uomo (Yang) vi è una piccola percentuale di ormoni femminili (Yin) e viceversa nella donna. Il concetto di armonia in equilibrio dinamico espresso dal binomio Yin-Yang si riscontra anche nella medicina cinese, accanto alla teoria degli elementi, evidenziando l’utilità della pratica del Taiji anche in questo campo.

Il TAOISMO

II Taoismo è un'antica corrente di pensiero cinese le cui idee fondamentali sono contenute nell'opera TAO TE CHING (Dao De Jing), attribuita al filosofo Laozi (Lao Tzu, letteralmente “Vecchio Maestro”). Si tratta di un personaggio non sicuramente storico, ma che leggenda vuole si sia ribellato alla corruzione di costumi in cui versava la corte e la società cinese tutta, e si sia diretto verso occidente “a cavallo di un bufalo”. Il TAO TE CHING sarebbe appunto il pegno che Laozi lasciò al guardiano del passo, al confine, per poter abbandonare la Cina. I concetti fondamentali del Taoismo sono quelli di DAO (Tao), e di WU WEI. Il concetto di Dao è in realtà molto complesso. Semplificando al massimo potremmo dire che il Dao è la Via, ma anche il principio e la fonte di tutto ciò che esiste. L'aspetto esteriore del Dao è rappresentato dai due principi opposti e complementari Yin e Yang, di cui abbiamo già accennato in precedenza.

II concetto di Yin e Yang ci insegna che gli opposti si fondono e si integrano alla perfezione, e mai uno dei due prevale definitivamente sull'altro. In questo modo possiamo accettare i momenti negativi come manifestazioni particolari del positivo, e non montarci la testa per le vittorie eclatanti, perché “il ritorno è il movimento del Dao”, e lo Yang genererà presto lo Yin, facendo della nostra vita un susseguirsi di cicli concentrici di fortuna e sfortuna, successo e insuccesso, salute e malattia. Noi stessi e il mondo siamo in costante mutamento, in evoluzione. Chi si ferma, chi non cambia, non è in armonia con il Dao, non è in armonia con la natura, è destinato a spegnersi. L'altro concetto fondamentale è quello di Wu Wei, che possiamo tradurre con “non azione”. Si intuisce facilmente che il termine non va preso alla lettera. Non agire non significa infatti rimanere passivi o inoperosi. Piuttosto con una certa esattezza potremmo dire che il suo significato è quello di “perfetta azione”, cioè azione conforme ai principi naturali. Si può adattare questo principio anche alla pratica del Taiji quan: solo conoscendo alla perfezione le leggi del movimento, che regolano l'uso delle forze, possiamo utilizzare l'irruenza dell'avversario contro di lui. Se i due contendenti oppongono forza alla forza, dimostrano di non conoscere le leggi naturali. In questo caso il confronto premierà il più forte tra i due. Ma Laozi nel Tao Te Ching dice che “tra due combattenti vince colui che cede”; così, attraverso la cedevolezza e il corretto utilizzo della forza, il Taiji Quan ci aiuta ad avere la meglio sugli avversari di tutti i giorni anche se apparentemente più forti. Wu Wei è quindi anche assecondare il movimento e adattarvisi senza ostacolarlo.

©2005 Jin Tao - la via della forza interiore