![]() |
![]() |
![]() |
Il Taiji Quan è un sistema marziale molto completo. Coinvolge infatti corpo e mente nella preparazione ed esecuzione delle tecniche, e richiede la massima precisione per ottenere il massimo risultato. La lentezza con cui si eseguono gli esercizi a solo è necessaria appunto per ottenere questa precisione. Niente è lasciato al caso. Siamo di fronte a un sistema scientifico in cui tutto è studiato per ottenere il massimo risultato dal nostro addestramento.
Caratteristiche generali del Taiji Quan quale "Arte Marziale" sono:
- Fluidità, continuità, circolarità del movimento. Le azioni e le tecniche scorrono in modo fluido ed ininterrotto rispettando il principio fondamentale dell’alternanza dello Yin e dello Yang realizzando attraverso le spirali dei movimenti ciò che è diretto.
- Connessione, rilassamento, intenzione del corpo e della mente. In ogni "sua" azione ogni parte del corpo è collegata all'altra in maniera tale che il movimento che viene originato dalla terra e diretto dal centro del corpo si riflette nella sua periferia, questo avviene in uno stato di rilassamento, permettendo al Qi (energia) di fluire secondo l'intenzione generatrice (Yi).
- Ascoltare, cedere, aderire, rilasciare. Il Taiji Quan insegna ad ascoltare il movimento e l'intenzione di chi ci sta di fronte, aderendo e cedendo ad ogni sua iniziativa, utilizzandola a proprio vantaggio e rilasciando la forza al momento opportuno.
Nella pratica il combattente Taiji dovrà essere veloce, e naturalmente più veloce del suo avversario. Questo contrasto tra la lentezza delle forme e la velocità con cui un praticante di Taiji Quan combatte e si muove nella realtà, è solo apparente. Si dice nei classici che "una grande lentezza genera una grande velocità", e se ci pensiamo bene, ciò è in perfetto accordo con il principio di Yin e Yang. Solo da uno Yin portato al suo apice e al suo massimo, può nascere lo Yang. Ma in pratica la velocità del combattente di Taiji è data soprattutto da due fattori: la sua scioltezza (tutti gli allenamenti di Taiji sono fatti senza contrazione muscolare), e la sua sensibilità.
Il praticante di Taiji si muove semplicemente prima dell'avversario, eseguendo la traiettoria più corta e più giusta. Ecco perché arriva prima. Ciò è possibile sentendo (TING JIN) in anticipo il movimento dell'avversario, e di conseguenza anticipandolo o comunque mantenendo una posizione di vantaggio. E’ da notare che a livelli avanzati, e con la crescente abitudine al combattimento, questa sensibilità non si manifesta solo a contatto, ma anche "a distanza". Di conseguenza saremo capaci non solo di "sentire" ma anche di "vedere" l'intenzione dell'avversario.
Tipologie di tecniche
Il Taiji usa tutto il corpo per colpire: spalle, anche, ginocchia, gomiti, mani. Le singole parti vengono rese apparenti (yin) o sostanziali (yang) a seconda dell’effetto che desidera ottenere.
FA: il palmo delle mani (ZHANG) è il colpo più usato negli stili interni. Un colpo con il palmo della mano ha un effetto devastante e può provocare lesioni interne. Il pugno (QUAN) è sempre dato in scioltezza fino alla fine. E' bene ruotare il pugno in connessione al proprio centro per dargli forza esplosiva. I calci (JIAO) non sono mai alti, e il loro uso, negli stili interni, è limitato.
NA: le leve articolari (QINNA) sono applicazioni che studiano dettagliatamente la tecnica di attaccare le articolazioni con lo scopo ultimo di romperle.
SHUAI e TUI: le tecniche di corpo a corpo nel Taiji Quan si basano sempre e solo su un principio: far perdere il centro e l'equilibrio all'avversario. Una volta che l'avversario non ha più radici, è possibile strattonarlo e scuoterlo come un fuscello, o proiettarlo al suolo senza grande fatica. Si dice: "usare la forza dell'avversario contro di lui", e "400 grammi di forza vincono 100 chili".
La chiave è in un solo punto: quello dell'equilibrio.
La cattiva pubblicità ci ha dato un'idea sbagliata del termine "Gong Fu" (Kung Fu). Ai più sembra che esso sia soltanto un metodo di combattimento basato su calci e pugni . Il Gong Fu cinese non è questo. Il termine è spesso usato come sinonimo del meno comune "Wushu", che designa l'insieme delle arti marziali cinesi. In Cina abbiamo centinaia di sistemi di combattimento, più o meno noti...Molto famosi sono lo Shaolin Quan e il Taiji Quan, perché rappresentano gli opposti nel porre l'enfasi sul "duro e veloce" (Shaolin) e sul "morbido e lento" (Taiji), ma soprattutto perché conobbero uno sviluppo storico favorevole. Le arti marziali cinesi (Wushu) si dividono in due grandi "famiglie": Waijia e Neijia, "stili esterni" e "stili interni". Quindi con il termine Gong Fu indichiamo una qualsiasi delle arti marziali cinesi, esempio il Taiji Quan. Ma il termine, letteralmente, ha anche e soprattutto un altro significato quello di "duro lavoro".
I maestri dicono che il Gong Fu è fatica, non c'è Gong Fu se non c'è fatica. In questa eccezione, è Gong Fu tutto ciò che è ottenuto con un duro lavoro. Il termine acquista quindi il significato di "capacità", "abilità" nel compiere qualcosa. Una persona qualsiasi, un artigiano, un falegname, un pittore può avere o non avere Gong Fu, talento, capacità e questo dipende dal suo più o meno duro lavoro. Anche un praticante di arti marziali può avere o meno Gong Fu; se non ce l'ha, i suoi movimenti saranno privi di efficacia, saranno "vuoti" e non funzioneranno. Saranno come movimenti di una danza.
Per il praticante di Taiji il Gong Fu risiede nella pratica costante (duro lavoro) e nella comprensione di questo sistema cosi strano per il nostro modo di pensare. Un praticante Taiji ha Gong Fu se incarna, rappresenta e dimostra i principi del suo sistema, principi di cedevolezza, di forza interna, atti a sconfiggere l'avversarlo senza l'uso canonico della forza (muscolare).
©2005 Jin Tao - la via della forza interiore